Tu, nel vento

Tu, nel vento

Se è vero che ogni volta che muore un uomo, è un universo intero ad andare distrutto, questa storia lo conferma nel racconto di un lutto lontano ma mai davvero affrontato e superato.

Quando si viene travolti dalla morte perché impreparati ad accettarla, i pensieri e i sentimenti si colmano di una sofferenza che può portare alla poca cura verso se stessi, ma anche a difficoltà nelle relazioni, o a comportamenti di tipo reattivo che ottengono l'effetto di non fermarsi mai a pensare davvero. Ecco allora che l'Io narrante di questo romanzo si presenta come un pozzo vuoto, incapace di amarsi e di sentire l'amore come uno stato di diritto, perciò disponibile ad accettare inconsapevolmente una grossa manipolazione dei sentimenti pur di trasformare in "pieno" il proprio vuoto interiore. È solo quando supera il trauma l'angoscia per l'assenza di un ascoltatore, un amico, un "complice" nella propria crescita - che la protagonista riesce a fidarsi della reale presenza di un Lui reale e attuale.

Una scrittura intima, essenziale, per narrare l'emancipazione di una giovane donna e la scoperta di potersi affidare al suo Sé autentico.